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Mercoledí 18 Ottobre 2017
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Servizi Comunali

TASI - Tributo comunale per i Servizi Indivisibili

GUIDA AL CALCOLO DELLA TASI

 

 

La TASI (Tributo comunale per i Servizi Indivisibili) è una delle tre componenti della IUC (Imposta Unica Comunale), assieme alla TARI e all'IMU.

 

La Legge di Stabilità 2016 (L. 28/12/2015, n. 208) ha introdotto importanti e rilevanti novità in materia tributaria riassunte sinteticamente e sottoriportate:

  

ABITAZIONE PRINCIPALE (Art. 1, c. 14)

È disposta l’esclusione dalla TASI per le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore nonché dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, a eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9.
Si stabilisce inoltre che il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, a eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale, come definita ai sensi dell’imposta municipale propria di cui all’art. 13, comma 2, del DL n. 201/2011, convertito in legge 22 dicembre 2011, n. 214, escluse quelle classificate in categoria catastale A/1, A/8, A/9.

  

ENTI NON COMMERCIALI

Il Dipartimento delle Finanze ha emanato specifiche istruzioni (versione n. 1/2015, in vigore dal 3 giugno 2015) per illustrare il contenuto e le caratteristiche della fornitura dei dati relativi alle dichiarazioni IMU/TASI degli Enti non commerciali (ENC), da trasmettere per ogni anno d’imposta al Dipartimento stesso in via telematica.

L'invio deve avvenire tramite i canali telematici Fisconline o Entratel, seguendo le specifiche di cui all'allegato "A" della circolare 1/2015. Gli invii che non rispettino le specifiche suddette verranno automaticamente scartati dal sistema.

Il Dipartimento delle Finanze ricorda che la dichiarazione ha carattere annuale. Fa inoltre presente che una singola dichiarazione (anche se trasmessa attraverso più forniture) deve riferirsi alle proprietà immobiliari (o alle porzioni di esse) che insistono sul territorio di un singolo comune.

Si dovranno, pertanto, trasmettere un numero di dichiarazioni pari al numero dei comuni nei confronti dei quali sussiste per quell’anno l’obbligo di dichiarazione.

  

CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO

L'articolo 9-bis, comma 1 del D.L. 47/2014 ha modificato l'Art. 13, c. 2 del D.L. 201/2011 ridefinendo i casi di assimilazione ad abitazione principale.

In particolare si stabilisce che: "A partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso. Su tali immobili la TASI si applica, per ogni anno, in misura ridotta di due terzi."

L'interpretazione della norma è restrittiva, pertanto i cittadini italiani, pur se residenti all'estero, non hanno diritto alla riduzione qualora percepiscano un trattamento pensionistico di qualunque tipo (anche di invalidità) erogato dall'INPS.

Per godere della riduzione è necessario autocertificare la sussistenza delle condizioni previste (cittadinanza italiana, iscrizione AIRE, titolarità di un trattamento pensionistico estero e proprietà di un immobile abitativo sul territorio italiano non locato né ceduto in comodato) tramite apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

  

CHI DEVE PAGARE LA TASI

La TASI deve essere pagata dai proprietari di immobili di categoria "A" (Abitazioni) appartenenti nello specifico alle categorie A/1, A/8 e A/9 (c.d. abitazioni "di lusso") e relative pertinenze (una per ogni categoria tra C2, C6 e C7) che li utilizzino come abitazione principale (ossia con coincidenza di residenza anagrafica e dimora abituale).

  

COME DETERMINARE LA BASE IMPONIBILE E CALCOLARE L’IMPOSTA

Per calcolare l’imposta è necessario determinare la base imponibile sommando le rendite catastali dei fabbricati suddetti.
Tale importo va aumentato del 5% e successivamente moltiplicato per 160.
Al valore così ottenuto, va applicata l’aliquota prevista dal Comune che è pari al 1,5 ‰.

 

DETRAZIONI

Dall’imposta dovuta per le unità immobiliari di cui sopra si detraggono, fino a eventuale concorrenza del suo ammontare, i seguenti importi:

    - Euro 75,00 per gli immobili con rendita catastale fino a Euro 315,00
    - Euro 55,00 per gli immobili con rendita catastale superiore a Euro 315,00 e fino a Euro 370,00
    - Euro 30,00 per gli immobili con rendita catastale superiore a Euro 370,00 e fino a Euro 440,00

Per gli immobili con rendita catastale superiore a Euro 440,00 non sono previste detrazioni.
La rendita catastale su cui calcolare la detrazione è quella della sola abitazione principale (immobile di categoria "A"), non rivalutata né moltiplicata per il parametro di legge.
 

SI INFORMA CHE PER FACILITARE IL CALCOLO DELL’IMPOSTA E’ POSSIBILE UTILIZZARE L’APPOSITO CALCOLATORE DISPONIBILE SUL SITO WEB DEL COMUNE DI GORIZIA.

IN TALE SEZIONE E’ POSSIBILE EFFETTUARE ANCHE LA STAMPA DEL MODELLO F24 COMPLETO DI DATI ANAGRAFICI DEL CONTRIBUENTE.

Anche per il 2017 è prevista la stampa e l'invio a domicilio dei modelli di versamento già compilati. Chi non li ricevesse o riscontrasse errori nel calcolo può richiederne la correzione e la stampa rivolgendosi direttamente allo sportello.
In alternativa è possibile richiedere l'invio dei modelli a mezzo posta elettronica scrivendo alla casella tributi@comune.gorizia.it

 

SCADENZE DI VERSAMENTO

Le scadenze 2017 sono fissate al 16 giugno e 18 dicembre.
È consentito il versamento in unica soluzione dell'intero importo annuo entro la scadenza della rata di acconto (16 giugno).

 

VERSAMENTO

I versamenti devono essere effettuati con modello F24 e sono esenti dal pagamento di spese e commissioni:

    - presso qualsiasi sportello bancario presente sul territorio nazionale
    - presso tutti gli uffici postali presenti sul territorio nazionale
    - presso i tabaccai e gli esercizi commerciali convenzionati

Presso gli stessi uffici oppure a questo indirizzo è possibile reperire i modelli F24 in bianco.

Sono disponibili le istruzioni dettagliate per il calcolo dell'imposta e la compilazione corretta del modello F24.

Per coloro che possiedano immobili in altri comuni italiani, a questo indirizzo è possibile reperire il corretto codice catastale da indicare nel modello F24.

   

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Il ravvedimento operoso è un istituto con il quale il contribuente può sanare volontariamente determinate violazioni indicate all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/97 e successive modificazioni e integrazioni (ritardato o minore versamento del tributo).

Il contribuente che intenda avvalersi di tale facoltà deve versare il tributo o il maggior tributo dovuto, la sanzione e gli interessi effettuando il versamento tramite modello F24 compilato come da istruzioni.

Sanzioni ed interessi vanno calcolati sulla sola imposta non versata.
Gli interessi vanno calcolati applicando il tasso legale in ragione degli effettivi giorni di ritardo.
Il nuovo tasso legale stabilito dal Ministero dell'Economia e Finanze ed applicato a partire dal 01/01/2017 ammonta allo 0,10%.
A titolo informativo si ricorda che il tasso legale applicato negli anni scorsi ammontava allo 0,50% per il 2015 e allo 0,20% per il 2016.

Le sanzioni previste sono le seguenti:

-    0,20% dell'imposta per ogni giorno di ritardo per i versamenti effettuati fino al 14.o giorno dalla scadenza;
-    3,00% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 15.o giorno ed entro 30 giorni dalla scadenza;
-    3,33% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 31.o giorno ed entro 90 giorni dalla scadenza;

-    3,75% dell’imposta per i versamenti effettuati oltre i 90 giorni ed entro un anno dalla scadenza;

Per ritardi di oltre 1 anno dalla scadenza si provvede d’ufficio al recupero di quanto non versato applicando una sanzione pari al 30,00% dell’imposta, oltre agli interessi di legge.

Si considera quale scadenza il termine ultimo di versamento per la rata oggetto di ravvedimento.

 

RIMBORSI E COMPENSAZIONI

Il contribuente che abbia effettuato versamenti in eccesso rispetto al dovuto può richiederne il rimborso entro 5 anni dalla data in cui tali versamenti sono avvenuti. 
L'ente provvederà al rimborso applicando alle somme dovute il tasso legale in ragione dei giorni effettivamente trascorsi tra la data di versamento e quella di emissione del provvedimento di rimborso.
Analogamente a quanto disposto per i versamenti, non si procede a rimborso qualora l’importo da restituire (comprensivo di tributo e di eventuali sanzioni ed interessi) sia inferiore a € 12,00.

La domanda di rimborso può essere presentata per posta ordinaria o direttamente allo sportello Tributi compilando l'apposito modello

In alternativa al rimborso, gli eventuali importi versati in eccesso sulla rata di acconto possono essere utilizzati a compensazione di quanto ancora dovuto per lo stesso anno di imposta.

 

 

 

L’ufficio tributi è a disposizione nella sede di Piazza Municipio 1 (tel: 0481 - 383 358 e-mail: tributi@comune.gorizia.it) per ogni ulteriore chiarimento con il seguente orario:

- da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00
- il lunedì ed il mercoledì dalle 16.00 alle 17.00

 

 


DOWNLOAD ALLEGATI

Istruzioni per il ravvedimento operoso TASI
(file application/pdf - 122.37 KB)
Modello per la richiesta di rimborso
(file application/pdf - 58.77 KB)
Modello di dichiarazione IMU/TASI Enti non commerciali
(file application/pdf - 450.69 KB)