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News ed Eventi

Presentazione del libro di Alessandra Scaramuzza “Tu che m'hai preso il cuor”

26 Gennaio 2018

Sala Dora Bassi - Via Garibaldi, 7 - ore 18.00 Presentazione del libro di Alessandra Scaramuzza «TU CHE M'HAI PRESO IL CUOR. Auschwitz non era "il paese del sorriso"». La vera storia di Friedrich Löhner-Beda (1883-1942), il più amato librettista della scuola viennese, che passò dal calore dei teatri al gelo dei lager nazisti.

Alessandra Scaramuzza, scrittrice e regista, dopo un lavoro di ricerca durato anni ha portato alle luce l'appassionante storia di questo personaggio, totalmente da scoprire, che attraverso i suoi scritti ci lascia un importante spaccato del periodo che va dagli sfavillanti anni della Belle Époque agli anni bui del III Reich e della vita nei campi di concentramento.

TU CHE M'HAI PRESO IL CUOR. Auschwitz non era "il paese del sorriso". (Edizioni della Laguna, 2017)
Biografia inedita di Friedrich Löhner - Beda (1883-1942), poeta, autore di cabaret, drammaturgo, sceneggiatore, librettista, paroliere della celebre canzone. Ovvero... la formazione tra secessione e Jugendstill nell'asburgica Vienna, la vita notturna nei cabaret con comici graffianti e avvenenti diseuese, la propaganda durante la prima guerra mondiale insieme a Rilke, Zweig e il futuro autore di "Bambi" Felix Salten, le sceneggiature per il cinema muto e i film noir, le prime operette per Lehár, le grandi riviste nella Repubblica di Weimar alla Großes Schauspielhaus di Berlino, il vaudeville per Josephine Baker e gli sketch per Peter Lorre, le canzoni alla radio e nelle sale da ballo dei folli Anni '20, i caustici versi sul nazionalsocialismo degli anni '30, i primi film sonori, la sceneggiatura di "Fra Diavolo" per la Itala-Film, i grandi palcoscenici dei teatri europei con le regie di Max Reihnardt e Otto Preminger, le commedie musicali sugli schermi d'oltreoceano con le file al botteghino e i mostri sacri dell' epoca, il successo mondiale. E poi: l'Anschluss. L'arresto in quanto ebreo. L'operazione "Trasporto Celebrità" e la deportazione a Dachau. I quattro lunghi anni a Buchenwald a pulire le latrine del campo e scrivere poesie di nascosto. E, infine, la morte ad Auschwitz per mano di un Kapò.