Menù veloce: Ricerca nel sito. Menu di navigazione. Vai al contenuto.

Stemma del Comune di Gorizia
Mercoledí 20 Ottobre 2021
testo con carattere normaletesto con carattere mediotesto con carattere grande

Servizi Comunali

Storico IMU - Imposta Municipale propria (FINO AL 2019)

ATTENZIONE!

 

La Legge 27/12/2019, n. 160, Art. 1, C. 739 - 783 ha stabilito quanto segue:
Al 31 dicembre 2019 cessano la loro validità le componenti della IUC (Imposta Unica Comunale) relative ai servizi indivisibili (TASI) e alla proprietà immobiliare (IMU) che vengono incorporate nella c.d. "Nuova IMU"

 

La nuova imposta è entrata in vigore a partire dal 01/01/2020.

In questa pagina sono riportate le istruzioni per il calcolo, i regolamenti e i riferimenti validi fino al 31/12/2019.
Per le informazioni riguardanti la c.d. "Nuova IMU" si prega invece di consultare la pagina apposita,

 

 

 

GUIDA AL CALCOLO E AL VERSAMENTO DELL’IMU

 

 

 

Nell’ambito della IUC (Imposta Unica Comunale), istituita dal Consiglio Comunale con la Delibera 10 del 01/07/2014, l’IMU rappresenta la componente patrimoniale, avendo quale presupposto il possesso di immobili, terreni o aree edificabili sul territorio comunale ed essendo determinata in base al valore catastale degli stessi.

 

CHI DEVE PAGARE L’IMU

I soggetti passivi IMU sono:

  • i proprietari di fabbricati e aree edificabili situati sul territorio del Comune;
  • i titolari di diritti reali di godimento sugli stessi beni (esempio: usufrutto, abitazione, ecc….);
  • il coniuge separato e assegnatario della casa coniugale, a seguito di provvedimento di separazione legale;
  • i locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);

 

COME DETERMINARE LA BASE IMPONIBILE E CALCOLARE L’IMPOSTA

Per calcolare l’imposta è necessario prima determinare la base imponibile, ricavandola dal valore catastale dell’immobile secondo il seguente calcolo:

  1. Rivalutazione della rendita. La rendita catastale del fabbricato va rivalutata del 5%;
  2. Applicazione del moltiplicatore. Per ogni categoria di immobile esiste uno specifico parametro numerico per il quale andrà moltiplicata la rendita rivalutata:
    1. Fabbricati classificati nel gruppo catastale “A” (abitazioni) - con esclusione della categoria A10 (uffici e studi privati) - e nelle categorie catastali C2, C6 e C7 (rispettivamente: cantine, garages e posti auto): MOLTIPLICARE PER 160;
    2. Fabbricati classificati nel gruppo catastale “B” (palestre, scuole, collegi, uffici pubblici, etc.) e nelle categorie catastali C3, C4 e C5 (laboratori artigianali, etc.): MOLTIPLICARE PER 140;
    3. Fabbricati classificati nelle categorie catastali D5 (banche ed istituti di credito) e A10 (uffici e studi privati): MOLTIPLICARE PER 80;
    4. Fabbricati classificati nel gruppo catastale “D” (fabbricati produttivi) - esclusi quelli classificati nella categoria D5, di cui al punto precedente: MOLTIPLICARE PER 65;
    5. Fabbricati classificati nella categoria catastale C1 (negozi): MOLTIPLICARE PER 55

Al valore così ottenuto, va infine applicata l’aliquota prevista dal Comune:

  • Aliquota ridotta 4,0 ‰ per l’abitazione principale e sue pertinenze (una sola pertinenza per ciascuna categoria tra C2, C6 e C7);
  • Aliquota di base 7,6 ‰ per tutti fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i D5), le aree fabbricabili e i terreni agricoli;
  • Aliquota maggiorata 10,6 ‰ per i fabbricati accatastati nella categoria D5 (istituti di credito, cambio ed assicurazione);
  • Aliquota ridotta 2,0 ‰ per i fabbricati rurali a uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3 bis, del D.L. 30.12.1993 n. 557, convertito con modificazioni nella Legge 26 febbraio 1994, n. 133;

Per completezza di informazione sono qui riportate TUTTE le aliquote stabilite dalla Legge. Si ricorda tuttavia che esistono specifiche detrazioni, esenzioni e riduzioni d’imposta e si rinvia ai successivi paragrafi per un elenco completo.

 

DETRAZIONE PER ABITAZIONE PRINCIPALE

Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale di più soggetti passivi, la detrazione è suddivisa tra gli stessi.

 

ESENZIONI E RIDUZIONI D’IMPOSTA

L’imposta sull’abitazione principale è stata abolita nel 2013. Viene mantenuta per le sole abitazioni c.d. “di lusso”, ossia gli immobili appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 ai quali si applicano l’aliquota ridotta del 4 ‰ e tutte le detrazioni di legge;

Sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993, il Comune di Gorizia è considerato “Parzialmente montano” e pertanto su tutto il territorio comunale sono esenti dall’imposta i terreni agricoli e gli immobili rurali strumentali.

Sono esenti dall’imposta i cosiddetti “immobili merce”, ossia gli immobili di nuova costruzione destinati alla vendita che siano regolarmente accatastati, di proprietà del costruttore, invenduti, non locati né ceduti in comodato a terzi. Tali immobili devono essere dichiarati al Comune entro il mese di giugno dell’anno successivo a quello in cui avviene l’accatastamento;

L’imposta è ridotta del 25% per gli immobili locati a canone concordato di cui alla Legge n. 431/1998.
ATTENZIONE! Per godere dell’agevolazione è necessaria l’attestazione di conformità del contratto agli accordi territoriali, rilasciata da almeno un’organizzazione sindacale dei proprietari o degli inquilini che hanno sottoscritto l’accordo, come rimarcato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella risposta U0001380 dd. 06/02/2018 e dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 31/E dd. 20/04/2018;

La base imponibile è ridotta del 50%:

  • per gli immobili inagibili o inabitabili, così come definiti all’Art. 4.2 del regolamento IUC;
  • per gli immobili di particolare interesse storico e/o artistico;
  • per gli immobili abitativi ceduti in comodato gratuito a parenti alle seguenti condizioni:
    • Comodante e comodatario devono essere parenti di primo grado (genitore - figlio);
    • Il comodante deve avere la residenza anagrafica nello stesso comune in cui si trova l’immobile ceduto in comodato;
    • Il comodante può possedere, oltre all’immobile ceduto in comodato, un solo altro immobile abitativo sull’intero territorio nazionale, situato nello stesso comune ed adibito a propria abitazione principale;
    • Il comodatario deve a sua volta adibire a propria abitazione principale l’immobile ricevuto in comodato;
    • Il contratto di comodato deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
    • Sono esclusi dall’agevolazione gli immobili c.d. “di lusso”, ossia quelli compresi nelle categorie catastali A1, A8 e A9;
    • Per usufruire della riduzione il proprietario dell’immobile deve presentare apposita dichiarazione al Comune;
    • I contratti di comodato stipulati tra parenti di grado superiore al primo non usufruiscono di alcuna agevolazione.
    • L’agevolazione decorre dalla data indicata sul contratto e non dalla data di registrazione. Eventuali registrazioni tardive (effettuate oltre i 20 giorni dalla stipula) non incidono sulla validità o sulla decorrenza.
    • Il contratto va registrato una sola volta fino a scadenza naturale (se prevista) o modifica del comodatario.
    • La riduzione prevista opera cumulativamente sulle eventuali riduzioni già concesse per immobili storici (sempre esclusi gli immobili di lusso).
    • In deroga a quanto sopra, in caso di decesso del comodatario e in presenza di figli minori, la riduzione si trasferisce al coniuge superstite (art. 1, c. 1092, Legge n. 145/2018 – “Finanziaria 2019”);

Non è dovuto alcun versamento qualora l’imposta netta complessiva per l’anno (somma degli importi dovuti per tutti gli immobili assoggettati, al netto di tutte le detrazioni e le riduzioni applicabili) sia inferiore a 12,00 Euro.

 

QUOTA ATTRIBUITA ALLO STATO

È riservata allo Stato la quota d’imposta relativa ai soli fabbricati appartenenti alla categoria catastale “D”, ottenuta applicando al valore imponibile l’aliquota base del 7,6 ‰. Spetta invece al Comune l’eventuale eccedenza derivante dall’applicazione di aliquote maggiorate sugli immobili appartenenti a tale categoria. Le quote d’imposta risultanti vanno versate contemporaneamente utilizzando gli appositi codici tributo.

Per facilitare il calcolo dell’imposta è possibile utilizzare l’apposito calcolatore: l’applicativo consente di effettuare anche la stampa del modello F24 completo di dati anagrafici del contribuente.

 

ASSIMILAZIONI

Si considera abitazione principale quella in cui il soggetto passivo e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

In base a quanto stabilito dalla legge e dal regolamento comunale, si considerano abitazioni principali anche quelle rientranti nelle seguenti categorie:

  • Unica abitazione posseduta da anziani e disabili ricoverati permanentemente in istituti di cura o riposo;
  • Unica abitazione posseduta del personale in servizio permanente presso le Forze armate, le Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia trasferito in altra sede per esigenze di servizio;
  • Abitazione principale di proprietà dei cittadini italiani residenti all’estero (iscritti A.I.R.E.) e titolari di trattamento pensionistico estero;

 

In tutti i casi l’immobile non deve essere locato né ceduto in comodato a terzi. Non deve inoltre appartenere alle suddette categorie A1, A8 o A9.
Nel solo caso degli iscritti A.I.R.E. possono esservi più proprietà ma l’agevolazione vale per una sola di esse.
Per avere diritto all’agevolazione, per le prime due fattispecie va presentata apposita dichiarazione al Comune entro il mese di giugno dell’anno successivo. Per gli iscritti A.I.R.E. è invece sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
È disposta inoltre la non applicazione dell’IMU alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, includendovi le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica.
Non è invece più prevista la possibilità di equiparazione ad abitazione principale degli immobili concessi in comodato gratuito né di quelli locati a canone concordato.

 

DICHIARAZIONI

Per tutte le fattispecie non direttamente rilevabili dalle forniture catastali (comodati, affitti, immobili merce, etc.), il contribuente è tenuto a presentare apposita dichiarazione di variazione entro il 31 dicembre dell’anno successivo.
A partire dal 2015, per gli Enti Non Commerciali vige l’obbligo di dichiarazione telematica da presentarsi annualmente tramite i canali Fisconline o Entratel, seguendo le specifiche tecniche di cui alla circolare 1/2015 e successivi aggiornamenti.

Con decreto dd. 20/12/2016, è stata estesa anche agli Enti Commerciali e alle Persone Fisiche la possibilità di utilizzare la dichiarazione telematica, sulla base delle apposite specifiche tecniche. Per tali categorie permane tuttavia anche la possibilità di presentazione della consueta dichiarazione su modello cartaceo.

 

MODALITÀ DI VERSAMENTO E SCADENZE

I versamenti devono essere effettuati esclusivamente con modello F24 presso i seguenti intermediari:

  • qualsiasi sportello bancario presente sul territorio nazionale;
  • tutti gli uffici postali presenti sul territorio nazionale;
  • i tabaccai e gli esercizi commerciali convenzionati;

Presso gli stessi intermediari o, in alternativa, a questo indirizzo è possibile reperire i modelli F24 in bianco.

Sono disponibili le istruzioni dettagliate per il calcolo dell'imposta e la compilazione corretta del modello F24.

Per coloro che possiedano immobili in altri comuni italiani, a questo indirizzo è possibile reperire il corretto codice catastale da indicare nel modello F24.

Si ricorda che il modello F24 è esente da spese e commissioni.

I cittadini residenti all’estero che fossero impossibilitati ad utilizzare il modello F24 possono effettuare il versamento tramite bonifico bancario internazionale diretto al conto di tesoreria comunale:

  • IBAN IT 15 E 05336 12400 000035508736;
  • BIC BPPNIT2P612;
  • SWIFT BPPNIT2P;

Specificando nella causale del versamento nome, cognome, codice fiscale, anno e rata (acconto o saldo) a cui si riferisce il versamento.

 

L’imposta va versata in due rate di uguale importo con scadenze 16 giugno e 16 dicembre. Qualora la scadenza cadesse di sabato o in un giorno festivo, il versamento potrà essere rinviato al primo giorno lavorativo utile.

È consentito il versamento in unica soluzione dell'intero importo annuo entro la scadenza della rata di acconto.

 

In base a quanto riportato sopra, le scadenze di pagamento 2019 sono così fissate:

  • ACCONTO (o versamento unico): 17 giugno 2019
  • SALDO: 16 dicembre 2019

 

Anche per il 2019 è prevista la stampa e l'invio a domicilio dei modelli di versamento già compilati. Chi non li ricevesse o riscontrasse errori nel calcolo può richiederne la correzione e la ristampa rivolgendosi direttamente allo sportello.

In alternativa è possibile richiedere l'invio dei modelli a mezzo posta elettronica scrivendo alla casella tributi@comune.gorizia.it.

 

RAVVEDIMENTO OPEROSO

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento del tributo, la sanzione prevista dalla Legge è pari al 30% dell'imposta non versata. Tuttavia è possibile sanare la propria posizione ricorrendo entro un anno al ravvedimento operoso, il quale prevede l'applicazione di sanzioni in misura ridotta, proporzionate al tempo trascorso dal mancato pagamento.

Il contribuente che intenda avvalersi di tale facoltà deve versare il tributo mancante o il maggior tributo dovuto, la sanzione e gli interessi effettuando il versamento tramite modello F24 compilato come da istruzioni.

Sanzioni ed interessi vanno calcolati sulla sola imposta non versata.

Gli interessi vanno calcolati applicando il tasso legale in ragione degli effettivi giorni di ritardo.

Il tasso legale stabilito dal Ministero dell'Economia e Finanze ed applicato a partire dal 01/01/2019 ammonta allo 0,80% annuo.

A titolo informativo si ricordano i tassi legali applicati negli ultimi due anni:

2018: 0,30%;
2017: 0,10%;

 

Le sanzioni previste sono le seguenti:

  • 0,10% dell'imposta per ogni giorno di ritardo per i versamenti effettuati fino al 14.o giorno dalla scadenza;
  • 1,50% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 15.o giorno ed entro 30 giorni dalla scadenza;
  • 1,67% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 31.o giorno ed entro 90 giorni dalla scadenza;
  • 3,75% dell’imposta per i versamenti effettuati oltre i 90 giorni ed entro un anno dalla scadenza;

Per ritardi di oltre 1 anno dalla scadenza, come detto, si provvede d’ufficio al recupero di quanto non versato applicando la sanzione intera, pari al 30,00% dell’imposta, oltre agli interessi di legge.

Si considera quale scadenza il termine ultimo di versamento per la rata oggetto di ravvedimento.

 

RIMBORSI E COMPENSAZIONI

Il contribuente che abbia effettuato versamenti in eccesso rispetto al dovuto può richiederne il rimborso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al versamento.

L'ente provvederà alla restituzione aggiungendo alle somme dovute gli interessi al tasso legale in ragione dei giorni effettivamente trascorsi tra la data di versamento e quella di emissione del provvedimento di rimborso.

La domanda di rimborso può essere presentata per posta ordinaria o direttamente allo sportello compilando l'apposito modello.

In alternativa al rimborso, gli eventuali importi versati in eccesso sulla rata di acconto possono essere utilizzati a compensazione di quanto ancora dovuto per lo stesso anno di imposta.

Analogamente a quanto disposto per i versamenti, non si procede a rimborso qualora l’importo totale da restituire (comprensivo di tributo e di eventuali sanzioni ed interessi) sia inferiore a € 12,00.

 

INFORMAZIONI E CONTATTI

Per ogni ulteriore chiarimento, l’ufficio tributi è a disposizione nella sede di Piazza Municipio 1
(tel: 0481 - 383 358; e-mail: tributi@comune.gorizia.it) con il seguente orario:

      

  • lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00;
  • il lunedì dalle 16.00 alle 17.00;
  • il mercoledì pomeriggio solo previo appuntamento telefonico;

 

Nei mesi di MAGGIO/GIUGNO e NOVEMBRE/DICEMBRE

  • dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00;
  • lunedì e mercoledì dalle 16.00 alle 17.00;

 

 

 

 


DOWNLOAD ALLEGATI

Istruzioni per il ravvedimento operoso IMU
(file application/pdf - 138.63 KB)
Modello per la richiesta di rimborso
(file application/pdf - 59.04 KB)
Dichiarazione sostitutiva di atto notorio
(file application/pdf - 60.24 KB)

Regolamenti

Di seguito la lista dei regolamenti e dei documenti di rilevanza.

Documentazione e Modelli