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Stemma del Comune di Gorizia
Giovedí 19 Ottobre 2017
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Servizi Comunali

Illuminazione notturna

Diversi studi, effettuati in tutto il mondo dai dipartimenti di astronomia, hanno confermato che una frazione importante dell’energia elettrica impiegata per il funzionamento degli impianti di illuminazione esterna (circa il 30%) viene utilizzata per illuminare inutilmente il cielo durante la notte.

I dati raccolti fino ad oggi, dalle varie associazioni (approssimati per difetto), confermano in modo preoccupante che, solo in Italia, ogni anno vengono spesi circa 200 milioni di euro per difetti di progettazione, di realizzazione o di gestione degli impianti di illuminazione esterna ovvero per l’uso di corpi illuminanti che risultano eccessivamente disperdenti (tipico esempio i lampioni a sfera).
Pertanto, il risparmio è possibile anche senza dover spegnere tutte le luci delle strade semplicemente razionalizzando e progettando gli impianti con nuovi criteri e i mezzi presenti attraverso l’utilizzo della moderna tecnologia.
Gli stessi criteri possono essere impiegati con successo da tutti coloro che hanno intenzione o necessità di utilizzare impianti di illuminazione esterna (insegne luminose comprese).

Anche il Comune di Gorizia - Assessorato Igiene e Tutela Ambientale,Verde Pubblico, Protezione Civile e Mobilità Urbana - è particolarmente impegnato e coinvolto attraverso i suoi tecnici, nell’individuazione dei mezzi amministrativi per limitarlo, applicando la L.R. 15/2007 e valutando di volta in volta tutti i progetti che vengono sottoposti all’attenzione della Pubblica Amministrazione.
Ed è proprio in applicazione della Legge Regionale del 18 Giugno 2007 n. 15 - "Misure urgenti in tema di contenimento dell'inquinamento luminoso, per il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori astronomici", BUR FVG n. 26 del 27 giugno 2007 – che questa Amministrazione invita tutti gli operatori del settore a scaricare la dichiarazione di deroga dell'impianto" o il "modello di richiesta dell'autorizzazione dell'impianti di illuminazione esterna.

La dichiarazione di deroga va compilata e aggiunta alla documentazione della pratica edilizia se l'impianto ricade nell'art. 6 o 8 della L.R. 15/2007.

art. 6, comma 2
<< … omissis … Sono esclusi dal progetto illuminotecnico gli impianti di modesta entità o temporanei di seguito riportati:
a) quelli specificati all'articolo 8, comma 4, lettere a), b), c), d), e) e f);
b) quelli di rifacimento, ampliamento e manutenzione ordinaria di impianti esistenti con un numero di sostegni inferiore a cinque;
c) quelli relativi a impianti di private abitazioni di potenza complessiva non superiore a 500 watt;
d) le insegne pubblicitarie di esercizio non dotate di illuminazione propria, come indicate all'articolo 23 del decreto legislativo 285/1992, e successive modifiche, e al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), e successive modifiche, e quelle con superfici comunque non superiori a 6 metri quadrati, installate con flusso luminoso in ogni caso diretto dall'alto verso il basso, realizzate come prescritto dall'articolo 8, commi 2 e 3;
e) gli apparecchi di illuminazione esterna delle superfici vetrate, in numero non superiore a tre per singola vetrina, installati con flusso luminoso comunque diretto dall'alto verso il basso,realizzati come prescritto dall'articolo 8, commi 2 e 3;
f) le insegne a illuminazione propria, anche se costituite da tubi fluorescenti;
g) le installazioni temporanee per l'illuminazione di cantieri comunque realizzate come prescritto dall'articolo 8, commi 2 e 3.>>

Inoltre, è concessa deroga per tutti gli impianti ricadenti nelle indicazioni del seguente articolo.

art. 8, comma 4
<< …omissis … E concessa deroga per:
a) le sorgenti di luce internalizzate e quindi non inquinanti, quali gli impianti di illuminazione sotto tettoie, portici, sottopassi, gallerie e strutture similari con effetto totalmente schermante verso l'alto;
b) le sorgenti di luce facenti parte di installazione temporanea, cioè che vengano rimosse entro un mese dalla messa in opera, che vengano spente entro le ore ventuno nel periodo di ora solare e entro le ore ventidue nel periodo di ora legale;
c) gli impianti accesi per meno di dieci minuti da un sensore di presenza o movimento dotati di proiettori ad alogeni, lampadine a fluorescenza compatte o altre sorgenti di immediata accensione;
d) i porti, gli aeroporti e le altre strutture non di competenza statale, limitatamente agli impianti e ai dispositivi di segnalazione strettamente necessari a garantire la sicurezza della navigazione marittima e aerea;
e) le strutture in cui vengono esercitate attività relative ai servizi sanitari, all'ospitalità alberghiera, all'ordine pubblico e all'amministrazione della giustizia;
f) gli impianti con emissione complessiva al di sopra del piano dell'orizzonte non superiore ai 2.250 lumen, costituiti da sorgenti di luce con flusso totale emesso in ogni direzione non superiore a 1.500 lumen cadauna, quali a esempio lampade a fluorescenza compatta o sistemi d'illuminazione a led che rientrano nei suddetti limiti. … omissis …>>;

f bis) gli impianti di illuminazione inseriti in ambiti di elevato pregio storico, culturale e architettonico. Tali ambiti sono delimitati dai Comuni competenti attraverso motivato provvedimento e sulla base cartografica dello strumento di zonizzazione urbanistica pro tempore vigente. Le aree delimitate, denominate Ambiti di illuminazione particolare (AIP), sono inserite anche all'interno del Piano di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), e non possono interessare più del 20 per cento dei punti luce totali presenti nel territorio comunale. In ogni caso i corpi luminosi utilizzati all'interno di tali ambiti devono essere di tipologia tale da ridurre sensibilmente la dispersione di luce verso l'alto mediante ottiche interne che consentano di ottimizzare il flusso emesso, ovvero rispettare almeno uno dei requisiti elencati al comma 2, lettere a), b), c) e d) o al comma 12, lettere a), b), c) e d). Gli AIP possono essere collocati anche all'interno delle fasce di rispetto di cui all'articolo 7 a non meno di 3 chilometri di distanza dagli osservatori professionali e a non meno di 2 chilometri dagli osservatori non professionali;
f ter) gli impianti di illuminazione riproducenti simboli religiosi e simboli legati alle tradizioni religiose, quando sono utilizzati all'esterno degli edifici di culto e nelle prossimità di questi nel periodo delle ricorrenze e festività religiose. I richiedenti, entro i 30 giorni antecedenti all'installazione o utilizzo degli impianti, devono inviare al Comune nel quale deve essere attivato l'impianto medesimo, una comunicazione contenente l'ubicazione e i dati dell'impianto, nonché il nominativo dei responsabili addetti al suo utilizzo.

Si ricorda che il progetto illuminotecnico, relativo agli impianti di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c), deve essere redatto da una delle figure professionali previste per lo specifico settore. II progetto deve essere sviluppato nel rispetto delle indicazioni e delle prescrizioni delle norme tecniche vigenti del Comitato elettrotecnico italiano (CEI) e dell'Ente nazionale di unificazione (UNI), ed accompagnato da una certificazione del progettista di rispondenza dell'impianto ai requisiti della presente legge. Al termine dei lavori l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell'impianto realizzato secondo progetto illuminotecnico) e alle norme di cui agli articoli 8 e 11, fatti salvi le documentazioni, le certificazioni ed i collaudi previsti dalla legislazione in materia.

Inoltre, la legge regionale obbliga il Comune a svolgere tutte le attività indicate dall’art. 5.
<< … omissis … a) si dotano, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di piani dell'illuminazione che disciplinano le nuove installazioni in conformità alla presente legge, al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), e successive modifiche e integrazioni, alla legge 9/1991, e successive modifiche e integrazioni e alla legge 10/1991, e successive modifiche e integrazioni, attinenti il Piano energetico nazionale, fermo restando quanto previsto alla lettera d) e all'articolo 8, comma 1; tali piani, in conformità agli articoli 8 e 11, programmano, oltre alla realizzazione di nuove installazioni, la modifica e l'adeguamento, la manutenzione, la sostituzione e l'integrazione degli impianti d'illuminazione del territorio gia esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché i relativi finanziamenti e le previsioni di spesa;
b) adeguano i regolamenti edilizi alle disposizioni della presente legge;
c) sottopongono al regime dell'autorizzazione comunale gli impianti di illuminazione esterna, anche a scopo pubblicitario, salvo quanto previsto dall'articolo 6, comma 2;
d) provvedono, tramite controlli periodici di propria iniziativa o su richiesta di osservatori astronomici, a garantire il rispetto e l'applicazione della presente legge sul territorio di propria competenza;
e) provvedono, entro tre anni dalla individuazione delle priorità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), alla bonifica degli impianti e delle aree di grande inquinamento luminoso;
f) provvedono, anche su richiesta degli osservatori astronomici o di associazioni che si occupano di inquinamento luminoso, alla verifica dei punti luce non corrispondenti ai requisiti previsti dalla presente legge, disponendo affinché essi vengano modificati o sostituiti o comunque uniformati ai criteri stabiliti, entro tre mesi dalla notifica della constatata inadempienza e, decorsi questi, improrogabilmente entro sessanta giorni;
g) provvedono a individuare gli apparecchi di illuminazione pericolosi per la viabilità stradale e autostradale, in quanto responsabili di fenomeni di abbagliamento o distrazione per i veicoli in transito, e dispongono immediati interventi di normalizzazione, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla presente legge;
h) applicano, ove previsto, le sanzioni amministrative di cui all'articolo 10, destinando i relativi proventi per le finalità di cui al comma 4 dell'articolo medesimo.>>

Il rispetto della legge regionale contro l’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico comporta sicuramente qualche investimento iniziale, da parte di tante entità presenti sul territorio ma, nel contempo, consente notevoli benefici a breve e medio termine. Ad esempio, è possibile modificare un lampione stradale con vetro curvo semplicemente adottando un vetro temperato piano oppure, se questo non è possibile, eliminando il vetro stesso.
Mentre, per la modifica dei globi luminosi già esistenti, esistono in commercio apposite sfere, con la parte superiore schermata al 40-50%, il cui costo risulta anch’esso irrisorio rispetto al costo di un intero corpo illuminante.

Pur ritenendo auspicabile che tutti gli impianti esterni, anche con una sola lampada, vengano realizzati secondo i criteri della legge regionale, sono state previste alcune importanti deroghe fra cui:
1) impianti internalizzati (ad esempio luci in terrazzi coperti, sotto tettoie, porticati e/o ripari di altro genere) e quindi, in concreto, non inquinanti;
2) impianti di uso temporaneo che vengono normalmente spenti dopo le ore 20 nel periodo di ora solare e dopo le ore 22 in quello di ora legale (ad esempio, attività commerciali di vario tipo che, saggiamente, spengono insegne ed impianti esterni al momento della chiusura o poco dopo).

Sono infine previste diverse fasce di protezione degli Osservatori Astronomici, che con gli organi competenti vigileranno sulla corretta applicazione della legge, per tali fasce sono stabiliti diversi e talvolta più restrittivi criteri per la regolamentazione dell’illuminazione pubblica e privata.

Alcune applicazioni pratiche, frutto di progetti pilota (come nel comune di Catania) o di regolamenti comunali contro l’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico (Comune di Civitavecchia), hanno evidenziato come la spesa necessaria per adeguare l’illuminazione pubblica possa essere recuperata, attraverso il risparmio conseguito con i nuovi impianti, in non più di tre anni.
Non bisogna, comunque, dimenticare i benefici indiretti del tipo: risparmio energetico, maggiore sicurezza delle strade, salvaguardia della flora e della fauna, e non ultimo, la protezione del cielo notturno.

Gli “effetti” dell’inquinamento luminoso: perché serve un progetto illuminotecnica.

Varie associazioni, tra cui l’associazione Cielo Buio, hanno evidenziato che l'inquinamento luminoso ha molteplici effetti sul vivere quotidiano, riassunti di seguito.

“… a) culturale - la cultura popolare del cielo è ormai ridotta ad eventi particolari di tipo astronautico; perdendo il contatto diretto con il cielo l'uomo si è impoverito rispetto alle culture millenarie degli antichi popoli orientali, la differenza è esattamente la metà, gli antichi vedevano a 360 gradi, noi a 180 gradi, mancandoci la visione aerale. A titolo di esempio, si pensi che gran parte degli scolari vedono le costellazioni celesti solo sui libri di scuola, e gli abitanti delle più grandi città non hanno mai visto una stella. Si pensi che la notte successiva all'ultimo grande terremoto che colpì la città di "Los Angeles", una miriade di chiamate intasò i centralini telefonici degli istituti scientifici della "California" per sapere che cosa fosse accaduto in cielo. In realtà si trattava solo del fatto che la momentanea sospensione di energia elettrica in molte zone della città e la parziale distruzione di molti impianti di illuminazione avevano reso visibili ai cittadini quel cielo stellato che i più non avevano mai visto.

b) artistico - passeggiando nei centri storici delle città o nelle loro zone artistiche si noterà come l'uomo con una illuminazione cervellotica riesca a deturpare tanta bellezza, studiata e realizzata con abnegazione dagli artisti; luci e poi luci, fari che illuminano a giorno le piazze. In molte città, negli ultimi anni, sono stati installati degli impianti di illuminazione, spesso rivolti verso il cielo, deturpando così i già degradati centri storici. L'illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici deve essere mirata e deve integrarsi con l'ambiente circostante in modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in maniera soffusa dall'alto verso il basso, così da mettere in risalto le bellezze dei monumenti;

c) scientifico - dell'effetto scientifico già si è accennato, si pensi che causa l'inquinamento luminoso, gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio in orbita attorno alla Terra per scrutare i confini dell'universo. Con la spesa sostenuta si sarebbero potuti costruire almeno 100 osservatori astronomici sul nostro pianeta. Per non parlare del danno ricevuto dagli astrofili (amanti del cielo o astronomi dilettanti), che per osservare il cielo sono diventati esuli della notte;

d) ecologico - l'illuminazione notturna ha sicuramente un effetto negativo sull'ecosistema circostante, flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno". Il ciclo della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono nel corso della notte subisce alterazioni dovute proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Ecco alcuni semplici esempi scelti nei centinaia presenti in letteratura: le migrazioni degli uccelli vengono fortemente influenzate e messe in pericolo da situazioni quali quelle dell’Aeroporto di Malpensa – Milano o Linate, in un parco USA illuminato a giorno, alcuni orsi hanno distrutto i vari lampioni in quanto "fastidiosi". Numerose specie notturne sono messe in pericolo di estinzione dall’avanzare dell’illuminazione di Barcellona.

e) psicologico - nell'uomo i riflessi sono metabolici e psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo provoca vari disturbi. Recenti studi hanno messo in evidenza che troppa luce notturna e l’eliminazione dell’alternanza del giorno e della notte provoca l’alterazione dei cicli circadiani e l’inibizione della produzione di melatonina, sostanza che di fatto è fondamentale per prevenire alcuni tipi di tumori. …”


DOWNLOAD ALLEGATI

Richiesta di Deroga dell'Impianto Illuminotecnico.doc
(file application/msword - 37 KB)
Depliant Impianti di Illuminazione esterna.pdf
(file application/pdf - 361.62 KB)
Legge regionale 18 giugno 2007 n 15.pdf
(file application/pdf - 74.79 KB)
Tabella Osservatori.pdf
(file application/pdf - 77.8 KB)
Carta delle fasce di rispetto osservatori.pdf
(file application/pdf - 1134.78 KB)