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Mercoledí 20 Settembre 2017
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Servizi Comunali

Agenda 21 locale

Gorizia - Savogna d’Isonzo - Farra d’Isonzo - Mossa

Introduzione

La storica Conferenza Mondiale su Sviluppo e Ambiente del 1992, organizzata dall’ONU a Rio de Janeiro, ha sancito l’avvio del processo di integrazione delle politiche ambientali nelle politiche settoriali ed ha rilanciato il concetto di Sviluppo Sostenibile, inteso come lo sviluppo che integra e pone in equilibrio tre dimensioni: Ambiente, Economia e Società. Le varie definizioni esistenti fanno emergere i tre aspetti di fondo che caratterizzano gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile:

Sviluppo Sostenibile: "…lo sviluppo che permette di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri…"
"…un processo in cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento tecnologico ed il cambiamento istituzionale sono in armonia ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento dei bisogni…"
(Rapporto Brundtland, 1987)
"…un armonioso e bilanciato sviluppo delle attività economiche, una crescita sostenibile e non inflazionistica rispettosa dell’ambiente…"
(Trattato di Maastricht, art.2, 1992) "…un uso razionale e la salvaguardia dell’ecosistema globale sono presupposti essenziali dello sviluppo sostenibile, assieme alla prospettiva economica e ad un’adeguata organizzazione sociale…"
(VI Programma di Azione per l’Ambiente della Comunità Europea, 2001)

Per applicare concretamente una politica di Sviluppo Sostenibile in tutte le sue dimensioni (sociale, economica, ambientale, istituzionale) è necessario programmare azioni ed interventi di diversa natura e su diversi livelli:

L’Agenda 21 è il documento programmatico sottoscritto a Rio da 178 governi nazionali che indica le strategie, gli obiettivi, le azioni e gli attori coinvolti nel processo di attuazione dei principi dello Sviluppo Sostenibile.
Il capitolo 28 dell’Agenda 21, elaborato e promosso fin dal 1991 dall’International Council for Local Environmental Initiatives (ICLEI) fino alla sua integrazione nel documento sottoscritto a Rio, sottolinea che le autorità locali possono e devono giocare un ruolo fondamentale nel passaggio al nuovo modello di Sviluppo Sostenibile.

 

A Rio de Janeiro si è focalizzato con maggiore attenzione l’ambito locale ed in particolare le problematiche dell’ambiente urbano. E’ alla scala locale, infatti, che è stato riconosciuto un ruolo decisivo nel favorire progressi Agenda 21: "…pensare globalmente, agire localmente…"

Agenda 21 Locale: "…è un processo multi-settoriale e partecipativo per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 21 a livello locale, attraverso la definizione e l’attuazione di un Piano strategico di lungo termine che affronti le problematiche prioritarie di sviluppo sostenibile a livello locale…" (capitolo 28 di Agenda 21, 1992) graduali in campo ambientale e ad essi viene attribuito un ruolo strategico nel definire un modello sostenibile di sviluppo per l’intero pianeta. A tal fine le Pubbliche Amministrazioni possono agire da volano per un nuovo sviluppo territoriale, essendo più vicine ai problemi e riuscendo, quindi, a comprenderne la specificità e l’urgenza. Non va dimenticato, infatti, che gli enti locali sono responsabili della programmazione e pianificazione territoriale, orientando le politiche per le attività produttive, adottando le politiche ambientali predisposte a livello nazionale, promuovendo interventi di carattere sociale e culturale secondo i bisogni locali.

Le Pubbliche Amministrazioni, dunque, si trovano in una posizione strategica per favorire iniziative di innovazione e cambiamento volte ad orientare verso lo Sviluppo Sostenibile i modelli di produzione, di consumo e di gestione delle risorse.

Lo sforzo degli enti locali verso il nuovo modello di sviluppo riceve, inoltre, un’ulteriore gratificazione in termini di visibilità e di scambio di idee ed esperienze attraverso l’adesione ad iniziative internazionali e in particolare di carattere europeo, come la Carta di Aalborg, la Campagna Europea delle Città Sostenibili o il Coordinamento delle Agende 21 Locali.
Carta di Aalborg: nel maggio del 1994, ad Aalborg (Danimarca), si è tenuta la prima Conferenza sulle Città Sostenibili organizzata dalla Comunità Europea.
Tale Conferenza è riuscita a far convergere al proprio interno molte delle esperienze già esistenti in materia (ICLEI, EUROCITIES, the Council of European Municipalities and Regions, WHO-Health Cities Network, Car Free Cities). Nell’ambito di tale Conferenza è stata predisposta e sottoscritta una Carta di impegni, aperta all’adesione di tutte le città che intendano intraprendere la strada della sostenibilità.
"…le città riconoscono che il capitale di risorse naturali, atmosfera, suolo, acqua e foreste, è divenuto il fattore limitante del loro sviluppo economico e che pertanto è necessario investire in questo capitale…" (Punto 1.6 della Carta di Aalborg, 1994)

Il processo di Agenda 21 Locale

L’Agenda 21 Locale rappresenta uno strumento con cui l’Amministrazione definisce non soltanto i propri obiettivi di salvaguardia ambientale e sviluppo socio-economico, ma anche, e soprattutto, le strategie e le azioni con cui metterli in pratica.

Essa è chiamata ad aprire un dialogo con i propri cittadini, le associazioni locali e le imprese al fine di creare consenso attorno ad un Piano d’Azione concordato tra autorità locale e comunità, che conduca ad un miglioramento della qualità della vita dei cittadini (miglioramento della dimensione ambientale, economica e sociale).

Un processo di Agenda 21 Locale presenta caratteristiche che per alcuni aspetti sono simili a quelle di altri strumenti di progettazione del territorio. Tuttavia essa riveste aspetti particolari derivanti dalla necessità di contenere al proprio interno i diversi principi dello Sviluppo Sostenibile. Esiste una combinazione di presupposti, quindi, che il processo di Agenda 21 Locale dovrebbe senz’altro prevedere:

A livello teorico l’elaborazione del percorso di Agenda 21 Locale può seguire approcci e percorsi diversi per meglio adattarsi alla realtà territoriale oggetto del processo. Da un punto di vista pratico, però, è stato possibile, e si è ritenuto utile, individuare delle caratteristiche comuni a tutti i processi di Agenda 21 Locale tali da permettere la definizione di linee guida internazionalmente valide.

In particolare, l’ICLEI ha pubblicato un manuale per le autorità locali la cui metodologia è stata ripresa dall’ANPA (oggi ISPRA) nelle "Linee Guida per le Agende 21 Locali" del 2000.

Le principali fasi del processo di elaborazione di un’Agenda 21 Locale sono:

Riassumendo, l’Agenda 21 Locale è:

Quali opportunità per il territorio

L’Agenda 21 Locale deve riflettere le visioni, i valori, le ambizioni e gli obiettivi di ciascun attore locale. Essa offre l’opportunità di elaborare un progetto di sviluppo locale condiviso, favorendo una vasta partecipazione e la responsabilizzazione dell’intera collettività.

Più in particolare, Agenda 21 Locale permette:

I vantaggi per i singoli attori o i singoli settori sono molteplici. Ogni attore/settore può:

Quali vantaggi per l'Amministrazione locale

Nell’ambito di un progetto di Agenda 21 Locale emergono numerose opportunità per l’Amministrazione Pubblica locale. Non si possono trascurare, infatti, i vantaggi che possono essere conseguiti attraverso l’implementazione di un processo di Agenda 21 Locale:

  1. Contribuire a migliorare la qualità ambientale, sociale ed economica del territorio;
  2. Svolgere un ruolo più attivo nei processi decisionali pubblici di livello superiore;
  3. Valorizzare la diversità di approcci, progetti, culture, visioni esistenti a livello locale;
  4. Costruire nuove alleanze fra gli attori locali (partenariato sociale);
  5. Conservare, riqualificare e valorizzare i beni paesaggistici e naturalistici esistenti;
  6. Conservare, riqualificare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale;
  7. Beneficiare di finanziamenti provinciali, regionali, nazionali ed europei;
  8. Inserirsi in network nazionali (es.: Coordinamento Nazionale A21L) ed europei (es.: Campagna Europea Città Sostenibili);
  9. Migliorare e razionalizzare la gestione dei rifiuti, delle risorse idriche ed energetiche;
  10. Migliorare l’offerta turistica locale;
  11. Valorizzare i prodotti tipici locali;
  12. Fare conoscere le problematiche e il proprio punto di vista ad un’ampia gamma di soggetti;
  13. Diffondere e valorizzare la conoscenza dei progetti realizzati e in corso;
  14. Apprendere e scambiare informazioni e competenze locali;
  15. Essere parte attiva di un processo di sviluppo locale innovativo in termini di idee, percezioni e proposte;
  16. Favorire un approccio partecipato, sistemico e interdisciplinare allo sviluppo locale;
  17. Favorire l’adozione di strumenti di gestione urbana sostenibili e di nuovi modelli di governance;
  18. Contribuire all’aggiornamento professionale della propria amministrazione;
  19. Aumentare la visibilità, l’impegno e il posizionamento istituzionale sui temi dello Sviluppo Sostenibile e di Agenda 21 Locale in ambito provinciale, regionale e nazionale;
  20. Dare concretezza al proprio ruolo di agente del cambiamento e dell’innovazione a livello locale.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo generale dell’intervento è l’impostazione, l’avvio ed il coordinamento di un Forum per l’Agenda 21 Locale, finalizzato all’elaborazione di un Piano d’Azione Locale d’indirizzo per lo Sviluppo Sostenibile.
Obiettivi più specifici sono:

Principali fasi operative di un processo di A21L

Il processo di Agenda 21 Locale si articola normalmente secondo delle specifiche fasi progettuali. Queste sono: