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News ed Eventi

“Voci di Pace”

12 Novembre 2018

SPETTACOLO-CONCERTO IN OCCASIONE DEL 100° ANNIVERSARIO DELLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE di Franco Ongaro

Salone dei Concerti di Palazzo De Grazia - via Oberdan ,15 - ore 18.00
Ingresso libero

In “Voci di pace” si raccontano periodi di pace e di guerra, la convivenza pacifica della nostra popolazione austriaca di lingua italiana con la gente del vicino Friuli italiano, le beghe familiari e campanilistiche, le sagre con le gigantesche “fortaie coi urtisoni”, la nascita del cantiere di Monfalcone, l’irredentismo e alcuni motivi della dichiarazione di guerra, i drammi del conflitto, l’umanità dei soldati (spesso nostri nonni e bisnonni), le loro donne lasciate sole a dover mandare avanti la famiglia e infine alcuni simpatici quadretti di vita vissuta. Il tutto è stato raccolto dalle testimonianze dirette o indirette di chi ha vissuto quel periodo. Lo spettacolo è accompagnato da immagini originali e da brani musicali suonati al pianoforte dal giovanissimo Enrico Bortolotti e/o eseguiti dal coro Ermes Grion, diretto dalla maestra Denise Marcuzzi, con i tenori solisti Salvatore Moretti e Roberto Bertogna. Sono brani musicali di generi diversissimi, che affiancano ogni episodio raccontato, perchè la musica sa esaltare, mitigare e accompagnare ogni momento della nostra vita, bello o brutto che sia.

“Voci di pace” è stato scritto per il centenario della prima guerra mondiale ed è interpretato da due associazioni di Monfalcone, il Teatro della Stropula e il coro Ermes Grion. Lo spettacolo, ideato e scritto da Franco Ongaro sulla base di moltissime testimonianze reali e numerosi testi, racconta alcuni momenti di vita della nostra zona (ex territori austro-ungarici), dal 1905 (Austria) al 1918 (Italia), fino al 1920 con il rientro degli ultimi reduci. “Voci di pace” ha, inoltre, l’obiettivo di far conoscere il passato dei nostri territori attraverso punti di vista particolari: un mondo allegro, fatto di gente semplice con grandi valori, che si divertiva soprattutto stando assieme, dedita al lavoro e capace di non abbattersi mai, anche di fronte alla necessità di grandi sacrifici. “E’ uno spettacolo - spiega l’autore - scritto affinché questo nostro passato non vada perso, perché una comunità senza memoria non è più una comunità”.