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News ed Eventi

Presentazione del libro “Via, dobbiamo partire” di Guido Porro

04 Marzo 2019

Sala Dora Bassi - via Garibaldi 7 - ore 17.30 presentazione del libro “Via, dobbiamo partire” di Guido Porro, curato da Alessandro Porro, figlio di Guido e di Anna Maria, esuli istriani da Capodistria.
Il libro si articola in cinque parti: prima della guerra, durante la guerra, fine della guerra, il trattato di pace del 1947, il trattato di Osimo e il Giorno del ricordo.

I genitori di Guido Porro, Corrado e la moglie Maria Corti, entrambi maestri, risiedevano a Capodistria dal 1906. Corrado fu arrestato dai partigiani mentre camminava per strada, ma fu salvato per miracolo dall’infoibamento grazie all’intervento di un giovane partigiano che era stato suo allievo a scuola, che gli aprì la porta del carcere e lo fece tornare a casa. Continuò quindi a vivere nella sua città, fino al 1953, dopo la perquisizione della casa da parte della polizia popolare, quando le insistenze degli attivisti comunisti che esortavano gli italiani ad andarsene diventarono insostenibili. Il secondo dei loro dieci figli, il professor Guido Porro (Capodistria, 1932 - Pordenone, 2011) - insegnante di storia e filosofia nelle scuole superiori di Pordenone e amministratore locale e provinciale, presidente dell’Istituto Regionale di Studi Europei – racconta come la sua famiglia, italiana di cultura, cresciuta in una tradizione cristiana, si ritrovò a un certo punto al termine della Seconda guerra mondiale a dover vivere in una realtà caratterizzata dalla presenza di occupatori stranieri totalmente nemici dei valori religiosi.

Introdotto dalla presidente dell'ANVGD Maria Grazia Ziberna, il figlio di Guido, Alessandro, ci racconterà di come venivano ostacolate tutte le dimostrazioni religiose, considerate una perdita di tempo, e di come i preti fossero percepiti come persone inutili e dannose., di come il Natale fosse stato sostituito dalla festa di "Babbo inverno", di come chi andava a messa o seguiva le processioni era vessato e picchiato, di come il padre Guido sedicenne di sua iniziativa nei momenti di pausa dal gioco cercasse di mantenere la fede in un gruppo di bambini, raccontando loro “qualcosa su Gesù”, un'attività clandestina, molto pericolosa. Il quindicenne Guido Porro fu anche testimone oculare del pestaggio del vescovo, monsignor Antonio Santin, avvenuto a Capodistria in occasione della festa del Patrono: “Io mi trovavo all'esterno della chiesa e, poco distante a me, vidi radunarsi un gruppo di persone. Avevano circondato il vescovo e lo stavano picchiando a bastonate. Non erano militari, era la solita gentaglia mandata per compiere questi massacri. Fu veramente massacrato di botte, e io vidi il vescovo che sanguinava, pestato a sangue.”
Guido Porro fu per molti anni collaboratore de La Sveglia con gli articoli a firma “Il ragazzo del sicomoro”.

Organizzato da:
ANVGD -Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia- di Gorizia
Passaggio Alvarez,8
Tel. 0481.534655